
È arrivato rapidissimo il rush finale in vista del draft 2025 e, onestamente, per me l’eccitazione è un po’ calata rispetto a qualche anno fa e direi che ci sono vari fattori che concorrono.
Ovviamente, il fatto che i Lions scelgano al ventottesimo posto vuol dire che l’interesse primario si è spostato, da un paio di anni, verso quello che succede sul campo rispetto al processo di costruzione della squadra. Non solo i ruoli principali sembrano essere già definiti ma le possibili strade sono talmente tante che indovinare cosa succederà sembra davveri una sembra una pia illusione tante sono le variabili.
Questo è doppiamente vero che se il tuo GM ha già dato prova di fare (con ottimo successo, lo ribadisco) quello che ritiene il meglio, secondo lui ed i suoi ragazzi, e non secondo il sentire comune ed il chiacchericcio degli analisti più o meno blasonati.
Per finire, abbiamo un draft che si preannuncia abbastanza complicato da decifrare. Una testa fina (credo fosse Jeff Risdon) opinava su blueksy che, nelle prime giocatori scelte, 35 giocatori almeno fossero “lo stesso tizio con nomi diversi”, cioè largamente intercambiabili.
Malgrado ciò, abbiamo decisamente alcuni nomi che spiccano per ruolo o per talento e che, proprio per questo motivo, non arriveranno nemmeno vicino alla zona in cui i Lions possono pensare di scegliere.
Partiamo da quello che dovrebbe essere, secondo tutti i segni premonitori, la prima scelta del draft: Cam Ward, QB da Miami.
Ward non dovrebbe essere un QB generazionale; secondo buona parte dei mockers, se fosse stato inserito nella classe 2024 sarebbe stato scelto dopo Michael Penix. Qualcuno lo mette anche dopo Bo Nix (dodicesimo) ma tant’è… i Titans hanno bisogno di un QB dopo il fallimentare esperimento con Will Levis e Cam Ward pare essere quello con la miglior miscela di potenziale e capacità di non affondare al primo impatto con il gioco dei pro. Buona fortuna a lui, visto che Brian Callahan non ha mostrato molto nell’ultimo anno come “uomo che sussurra ai QB” ed i Titans hanno un passato pessimo con i loro QB di franchigia (Il nome “Jake Locker” vi dice nulla? Appunto.).
Il secondo QB della classe è una vera a propria wild card: trattasi del signal caller di Colorado Shadeur Sanders, figlio del ben noto Deion, CB da hall of Fame nonché suo allenatore al college. Secondo i più, Sanders ha tutte le capacità di essere un buono starter in NFL (in particolare, precisione e capacità di leggere le difese più la volontà di prendersi un colpo per completare un lancio sotto pressione) ma non dovrebbe avere i tratti della star da scegliere in top ten (atletismo non marcato). Non ditelo a lui, semplicemente, e meno che mai a suo padre, visto che entrambi sono più che convinti delle sue capacità. Sicuramente, una squadra che vuole uscire dall’anonimato ed ha bisogno di un QB potrebbe decidere che il gioco vale la candela ed in top ten di organizzazioni che han bisogno di risposte nel ruolo e che gradirebbero un po’ di attenzione mediatica, ne vedo.
Restiamo a Colorado per un giocatore per il quale la definizione di “talento generazionale” o di “straordinario” potrebbe non essere una volta esagerata. Sto parlando del vincitore dell’Heisman Travis Hunter, la cui eccezionalità parte dal fatto di essere un giocatore che può essere il primo CB del 2025 oppure uno dei top tre ricevitori del draft, a seconda di come lo vede una squadra. Lui, da parte sua, ha già fatto sapere che sarebbe disposto anche a giocare snap pieni o giù di lì. Se esce dalla top tre, sarei davvero stupito.
Passiamo ora a quello che, se non ci fosse di mezzo la fame di QB ed altre considerazioni, dovrebbe essere probabilmente il primo pick assoluto: Abdul Carter, EDGE da Penn State. Non sarà un unicorno come Travis Hunter ma stiamo parlando del pacchetto completo come defensive end moderno: intenso, determinato, tecnico. Chi più ne ha, più ne metta per descrivere il suo gioco. Aggiungiamo mezzi atletici ottimi? Ma sì, visto che ci sono. I tifosi Lions possono descrivere esattamente l’impatto che può avere un EDGE dominante su una difesa e possiamo aspettarci lo stesso da Carter.
Gli offensive tackle della classe sembrano nella stessa barca dei QB: sicuramente qualcuno ne sceglierà nelle parti alti del draft ma tutti sembrano avere limiti fisici o punti interrogativi. Il posto di primo partente dovrebbero giocarselo Armand Membou da Missouri e Will Campbell da LSU.
Un giocatore che sicuramente mette d’accordo tutti è Ashton Jeanty, RB da Boise State che ha conteso l’Heisman a Hunter fino all’ultimo, forte di una produzione eccezionale ed una fisicità eccellente. Si tratta di uno dei pochi RB che, secondo gli esperti, è in grado di produrre anche dietro ad una linea traballante e, quindi, a modo suo un giocatore eccezionale come l’appena nominato Hunter. Come tifosi Lions, è bene dedicargli un certo interesse in più perché qualora i Bears ritengano di aver sistemato sufficientemente la linea in free agency, potrebbe finire in Illinois a rendere complicata la vita di Kelvin Sheppard e compagni. (Se ci arriva alla nove, ovvio).
Termino con i ricevitori: anche qui abbiamo un ingorgo con almeno tre/quattro giocatori che potrebbero essere scelti in alto o scivolare a seconda delle circostanze e delle scelte dei vari front office ma soprattutto delle caratteristiche che una squadra ricerca in un WR1. Luther Burden da Missouri è un prodigio atletico per cui ho visto usare paragoni con Justin Jefferson, Emeka Egbuka di Ohio State gioca (e fa male) fondamentalmente dallo slot, Matthew Golden da Texas è versatile (può giocare da X, Y e Z senza problemi).
(Qualora dovesse per qualche motivo scivolare val la pena di notare che Luther Burden è nato a San Louis, come un certo Jameson Williams.)
Ovviamente ci sono un sacco di altri buoni giocatori ed un sacco di spazio per le sorprese (in particolare per i quarterback dove qualcuno potrebbe essere scelto con largo anticipo sulle previsioni come Bo Nix lo scorso anno) ma i pezzi grossi del draft, quelli che sentiremo nominare più spesso, dovrebbero essere questi.
Peccato che i Lions non saranno nelle condizioni di scegliere nessuno di loro.
Anzi, diciamo che è una fortuna.
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