
Continua la striscia positiva dei Lions che si confermano alla testa della division con un record di 4-1 dopo lo scivolone di inizio stagione.
Partita abbastanza tranquilla in cui i Lions concedono qualcosa nel quarto periodo (complice l’assenza di entrambi i corner titolari e, in certi momenti, della prima riserva) ma con gli avversari mai a portata di braccio (il divario minimo nella quarta frazione è stato di 11 punti).
Rubo alcune frasi al bravo Mattia Righetti (siete già iscritti al suo sitarello? No? Perché?) per non essere accusato di partigianeria:
> Continua l’inarrestabile marcia dei Detroit Lions che refilando un 37 a 24 ai Cincinnati Bengals si confermano essere una delle squadre più calde della lega. Contro una squadra in caduta libera come Cincinnati – e il resto della AFC North all’infuori di Pittsburgh – Goff e compagni non hanno avuto difficoltà a fare quello che volevano, figuratevi che ha lanciato tre touchdown in una giornata in cui ha giocato con il cruise control attivo. [taglio la parte su Montgomery perché la riprendo dopo e almeno magari il Righetti non mi offende troppo] > Niente da fare per i Bengals che, a dire il vero, nella seconda metà avrebbero pure dato segnali di vita grazie a un paio di touchdown di Ja’Marr Chase: Detroit, però, non ha avuto particolari difficoltà a rispedire al mittente i tentativi di rimonta.
Proprio così. I Lions sono tornati al loro solito standard, praticamente sono di nuovo i soliti Lions ma questo appellativo ha un significato profondamente diverso da quello che aveva quando ho aperto questo blog dieci anni fa (come macina il tempo).
Allora voleva indicare una squadra che amavamo malgrado la sua continua capacità di escogitare il modo per perdere partite vinte in maniera sempre nuova e sprecava in maniera maniacale il talento, tanto talento che aveva per tutta una serie di motivi.
Ora questo vuol dire una squadra in grado di coprire agevolmente 11 punti di spread giocando in trasferta e, magari, senza mettere in campo costantemente il suo football migliore ed in assenza del suo LT titolare, sostituito da un giovane alla prima esperienza, e costretta a mandare in campo nel finale un CB arrivato da così poco tempo da non saper nemmeno dove allinearsi.
Malgrado questo, abbiamo come costante una frazione della tifoseria che pare essersi scordato dove eravamo solo pochi anni (parlo, ovviamente, di una minoranza rumorosa specie statunitense e centrata sui social) e che pare divertirsi a spaccare il capello in quattro e criticare anche in queste occasioni.
Uno dei bersagli favoriti è indubbiamente Terrion Arnold, considerato più sì che no la causa di tutti i mali della difesa e molto vicino allo stato di bust. Premesso che Arnold non è perfetto, la partita di ieri è un esempio perfetto della dissonanza tra narrazione e realtà. Arnold è stato vittima di due flag per DPI che sembrano essere dovute più alla cattiva fama che ad effettive infrazioni ma, anche qualora le considerassimo meritata e non lo sono, non possiamo fare a meno di notare che il suddetto ha messo a referto due passaggi difesi, concesso tre ricezioni ed ha praticamente tolto Jamar Chase dall’equazione fino a che ha potuto.
La riprova?
Dopo il suo infortunio, Chase ha messo assieme la stragran parte delle sue 110 iarde, ricezione da 64 iarde compresa.
Pare facile fare il CB1 dal divano, vero?
In ogni caso, potremo scoprire com’è la vita senza due corner titolari presto, visto che DC ha già annunciato che Arnold mancherà “un bel po’ di tempo” anche se forse tornerà prima della fine della stagione.
Speriamo bene…
Arriviamo ora al secondo grande accusato di ieri sera: Giovanni Manu, chiamato al delicato compito di sostituire Taylor Decker contro il leader in sack dello scorso anno. Manu non ha giocato benissimo ed ha concesso una paio di sack davvero imbarazzanti ma, d’altro canto, non ne ha concessi di più malgrado il piano di Hank Fraley non gli abbia fatto sconti, mettendolo spesso da solo in pass protection a proteggere il lato cieco di Goff. Onestamente, devo ripetere che mi aspettavo che il numero di sack potesse tranquillamente essere superiore anche con l’aiuto di Brock Wright o Sam LaPorta come guardie del corpo. Aggiungo anche un buon contributo al run game e che mi auguro che Decker possa rientrare il prima possibile, perché quello di tackle è un lavoro lungo e complicato da apprendere.
Questo in previsione anche dei due prossimi impegni contro avversari difficili da affrontare e con ambizioni equivalenti a quelle di Detroit (e magari un paio di corner titolari a roster).
Varie ed eventuali
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Per David Montgomery, è stato un ritorno a casa da vincente ed ha avuto la possibilità di segnare sia come runner che come quarterback, come quando giocava alle superiori. Ma soprattutto è stata la prima possibilità per lui di giocare di fronte alla sorella rimasta recentemente paralizzata dal collo in giù per un incidente stradale. Onore all’organizzazione Bengals per averle dato un posto d’onore per il ritorno del fratello e pure al tifoso Bengals che le ha dato un fist bump dopo il TD di Monty. Articolo molto consigliato per approfondire l’argomento.
- Ottima linea per Jared Goff che continua a macinare numeri record senza che nessuno parli di lui come possibile MVP. Misteri della NFL e della narrazione dominante.
https://x.com/LionsPR/status/1975004880915021971
- Idem per Aidan Hutchinson
https://x.com/LionsPR/status/1975001700307189802
https://x.com/LionsPR/status/1974999788295999877
Praticamente, vengono dati per scontati. Un po’ come questi nuovi, soliti Lions.
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Derrick Barnes sta facendo rimangiare un sacco di commenti. La safety di ieri è solo la ciliegina per un giocatore che sta avendo la stagione che si merita.
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Jalen Sailors è andato vicino al ritorno importante in un paio di occasioni ma è già un buon kick returner. Buono anche tutto lo special team.
https://x.com/FOX19Joe/status/1975007605753090473
- La vittoria contro i Bengals mancava dal 1992. Altro record da aggiornare.
Sicuramente mi scappa qualcosa ma direi che può bastare. Aggiornamenti ulteriori sugli infortuni domani o al massimo mercoledì.