Brad Holmes su draft e FA

Il fatto che Holmes non abbia parlato di Watson vi risparmia un altro discutibile sfoggio di umorismo, ma questo non vuol dire che il nostro GM in assenza di Dan Campbell non abbia detto cose interessanti, forse stimolato dal clima caldo della Florida.

La prima riguarda la possibilità di una trade down, dichiarazione di prammatica visto il periodo dell’anno in cui tutti sono aperti a tutte le possibilità (almeno a parole), se proprio cap e logica non ti mettono all’angolo.

Holmes, incontrando il solito gruppo ristretto di giornalisti, ha spiegato che ha avuto un paio di colloqui per scendere nel draft e che si aspetta che la situazione si scaldi con il passar del tempo. La cosa più interessante è che Holmes ha detto di essere disposto a scambiare, per il giusto prezzo, anche prima di vedere chi sarà scelto dai Jaguars alla prima assoluta.

Il tutto è molto legato alla percezione della classe dei QB di quest’anno: "“Abbiamo il nostro valore sui ragazzi, compresi i Quarterback, ma questo non vuol dire che gli altri 31 team gli attribuiscano lo stesso valore. Dipende solo da quanto valutano questi quarterback nella classe di quest’anno".

La percezione della classe è, come ricordavo alcuni giorni fa, fondamentalmente negativa ma bisogna ricordare che basta che una squadra si innamori di un prospetto e che tema di non poterlo scegliere nella sua posizione naturale perché si materializzi una trade.

In questo senso, Mallik Willis potrebbe essere molto utile a Detroit senza nemmeno venire scelto, il che lo renderebbe il mio MVP dell’anno.

Solo non terrei il fiato sospeso, vista la conformazione del primo giro (conto di parlarne, se ho tempo).

Passiamo ad un secondo argomento molto dibattuto: la decisione di dare la priorità alle conferme rispetto agli arrivi esterni. Holmes ha ricordato che l’erba del vicino non è sempre più verdee ha ribadito che la decisione è stata ponderata per riportare a Detroit dei giocatori che possono essere più produttivi con il secondo anno nel sistema e che sono adatti alla cultura che sta venendo sviluppata. (Se avessi un Euro per ogni volta che è stata usata la parola cultura questa off season, mi sarei già pagato il gamepass, probabilmente).

Holmes considera di aver avuto una free agency aggressiva, solo che l’aggressività non si è incanalata in firme esterne.

Vedremo. Specie in difesa, i punti interrogativi rimangono ma non voglio presumere di sapere cosa ci sia nella dispensa meglio del padrone di casa.

Il GM ha detto che non è detto che la free agency sia finita (ed effettivamente ci sono nomi e talento ancora a spasso) e possiamo sperare in qualche (improbabile) colpo di coda.

Terzo argomento toccato, è stato quello del QB. Come prevedibile, Holmes ha echeggiato lo stesso sentimento espresso da Rod Wood ieri: lo starter è Jared Goff, lo staff ha fiducia in lui, siamo ottimisti e non ci sono novità.

Tuttavia, tutte le possibilità sono aperte nel draft pure alla seconda assoluta in previsione di tenerlo in caldo un anno e tutti quei discorsi che abbiamo sentito tipo lo scorso anno di questi tempi. Poi sappiamo com’è andata.

Onestamente, se mettiamo in relazione questo con quanto scritto sopra spero per le vostre coronarie che non vi siate ancora sentimentalmente impegnati con Mallik Willis perché, senza escludere del tutto la possibilità, non mi pare all’ordine del giorno.

Per finire i Lions [stanno lavorando ad un rinnovo per Amani Oruwaryie e TJ Hockenson]. Qualora in questo secondo caso, Holmes ha intenzione di usare direttamente l’opzione del quinto anno. Visti i prezzi che hanno avuto i TE questa primavera tutto molto comprensibile.

Più o meno, il grosso di quanto traspira è qui.


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