
Atteso decisamente, i Lions hanno rilasciato il terzo episodio annuale di “Inside the den” la serie con cui da diversi anni raccontano l’offseason, dando accesso a diversi dietro le quinte.
Certo, resta una produzione corporate in cui tutto è teso a mettere la squadra e la dirigenza nella luce migliore tuttavia molto si può evincere da quanto si vede.
La prima cosa è che i Lions restano sicuri di aver fatto le scelte giuste questo fine Aprile, così sicuri da prendere in giro i critici aprendo la puntata con un montaggio di vari commentatori che spiegano come i Lions abbiano sbagliato, non ottenuto il valore giusto, scelto le posizioni di peggior valore solo per poi mostrare Brad Holmes tranquillo e convinto a commentare la selezione (divertitevi a scoprire come).
La seconda è che, come si sapeva, i piani sono stati alterati in corsa quando i Seahawks hanno selezionato Devon Whiterspoon ma appare evidente che il mood del gruppo non sembrava molto alterato malgrado il contrattempo (Confrontate, se volete, con la faccia del vecchio GM quando i Jaguars gli rubarono sotto il naso Josh Allen e dovettero ripiegare urgentemente su TJ Hockenson). Questo perché Holmes e soci avevano già sicuramente analizzato anche questa possibilità.
Brad Holmes reitera nel video che Jahmyr Gibbs era il bersaglio offensivo prioritario e che era ragionevolmente sicuro che avrebbe dovuto salire verso la 12-15 per prenderlo, che era tranquillo di prenderlo alla sei ma che ha preferito scendere alla 12 e rischiare un po’ per aggiungere un altro talento.
Altra conferma: i Lions avevano solo 14 giocatori con un primo grado in tutto il draft e ne hanno presi 4(!): Gibbs, Campbell, LaPorta e Brian Branch.
Interessante anche vedere la fiducia di Holmes nei confronti delle valutazioni del proprio team, con il GM che inizia a far suonare telefoni per salire ed assicurarsi Brodric Martin.
Holmes inizia i lavori alla scelta 77 prima di trovare un accordo con i Cardinals alla 97 che sfrutta i vari trade down fatti durante il secondo giorno.
Alla fine del secondo giorno, Holmes e Campbell dicono, forse a beneficio di telecamere ma con un deciso fondo di verità:
Abbiamo preso tutto quello che volevamo, pagandolo molto meno.
Il che probabilmente è legato alla decisione di Seattle e al trade down che ne è conseguito. Se Detroit avesse seguito quello che probabilmente è il piano originale, avrebbero preso solo tre dei 14 giocatori con un primo grado (Whiterspoon e Gibbs; probabilmente uno tra LaPorta e Branch).
In ogni caso, l’atmosfera nella war room era di chi pensa di aver fatto una serie di colpi gobbi e, del resto ed una volta di più, è evidente che i Lions danno una priorità stringente a tutta una serie di fattori che non tutti i giocatori hanno: coachability, amore per il gioco e capacità di integrarsi nello spogliatoio.
Se queste caselle non vengono riempite, non sentirai la voce che dice “ready to be a Lion?” dall’altro capo della cornetta.
Almeno non per il futuro prossimo.
Osservazioni sparse.
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Una delle cose che davvero più apprezzo del nuovo (relativamente, son tre anni) corso di Inside the den è lo spazio che viene dato agli scout, specie a quelli regionali. Gente che davvero ha identificato i giocatori, battuto i pugni sul tavolo per loro e che spesso viene nominata solo al momento di un licenziamento. Vederli parlare del perché e del percome, è fantastico.
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Anche gli incontri alla combine sono davvero interessanti.
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Molte squadre fanno video tipo ITD ma in quanti i protagonisti analizzano in profondità come e dove il GM abbia tirato la gomitata nei reni al proprio HC.
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La bromance Holmes/Campbell non è quella che ci meritiamo ma quella di cui non sapevamo di aver bisogno. Davvero, una sintonia incredibile.
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Antoine Green che riattacca in faccia a Campbell è meraviglioso. L’espressione di DC è impagabile.
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Sam LaPorta con la maglietta della Harley invece che con quella della squadra non è una cosa che si vede tutti gli anno (Io sono rimasto tipo: c’è qualcosa di diverso… ma cosa? per alcuni secondi.)
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Già detto che è un video di struttura ma non credo che l’entusiasmo mostrato dopo diverse scelte possa essere solo per amor di telecamera.
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Jack Campbell e Jahmyr Gibbs arrivano ad Allen Park esattamente come ci si aspetta da un LB da Iowa e un RB da Alabama.
Il video completo: 90 minuti tutti da gustare.